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CON I MIGLIORI AUGURI
pubblicato il 17/12/2018


Il calendario Car Server delle festività fino al 7 gennaio 2019

Informiamo la gentile clientela che martedì 18/12 la sede e le filiali rimarranno chiuse per meeting aziendale.

Di seguito il calendario delle chiusure delle filiali Car Server. Vi informiamo inoltre che lunedì 24/12 e lunedì 31/12 la sede e le filiali sarano aperte dalle 08:30 alle 12:30.

Auguriamo buone feste a tutti i nostri clienti, fornitori e collaboratori.


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USATO? SÌ, MA COME NUOVO.
pubblicato il 12/12/2018


​All’approssimarsi di un nuovo anno ecco una rapida panoramica di dati che riassume lo stato di salute del mercato dell’usato. Secondo i dati forniti da Unrae, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, con 2.421.238 unità il 2017 aveva fatto registrare una buona crescita delle vendite di auto usate e un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dell’8,3%, per un fatturato di 19,7 miliardi di euro, in crescita del 12% rispetto ai 17,5 dell’anno 2016. Nel I trimestre del 2018 il giro d’affari è stato di 5,5 miliardi di euro, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Questo aumento ha coinvolto soprattutto le vendite di auto precedentemente usate da società, principalmente reti di vendita, e destinate a clienti privati, e la crescita deriva da un lato da una maggiore disponibilità di vetture usate a km0 e di auto in uscita dal parco delle società di noleggio, dall’altro da fattori come l’affidabilità e la serietà delle reti ufficiali o degli operatori di settore rispetto ad un venditore privato, che presenta incognite superiori.

L’anzianità media delle vetture trasferite è rimasta stabile intorno ai 9 anni e contestualmente si è evidenziato un forte incremento delle vetture più giovani, immatricolate nello stesso anno o con età da 1 a 2 anni, derivato dal sostanzioso volume di autoimmatricolazioni che hanno caratterizzato lo scorso anno.

Tra le principali fonti di autovetture che entrano nel mercato dell’usato si attesta il noleggio: le vetture uscite dal parco del noleggio nel I trimestre 2018 sono andate a privati per un 7%, esportate per quasi l’11% e circa il 79% è andato a dealer e rivenditori. Oltre il 40% di queste ultime risulta ad oggi ancora nel parco di tali operatori, il 20,5% ha trovato destinazione presso altri operatori di settore e 1/3 è stato acquistato da clienti privati, segno della sempre maggiore penetrazione fra la clientela privata.

Le vetture uscite dal parco del noleggio a breve termine, invece, nel I trimestre 2018 sono andate a società per un 29,3%, sono state esportate per il 4% e circa il 65% è tornato alle Case sotto forma di buy back o vendita ai dealer. Analizzando il secondo passaggio, ad oggi la metà risulta ancora nel parco di tali operatori, il 13,1% è stato acquistato da clienti privati ed il 31,5% ha trovato destinazione presso altri operatori di settore.

Le auto a km0 costituiscono poi un bacino importante che entra nel mercato dell’usato là dove molti clienti del nuovo cercano di usufruire di un’opportunità di sconto maggiore orientando l’acquisto su questo tipo di vetture. Secondo gli ultimi dati aggiornati, infatti, le oltre 357.000 autoimmatricolazioni registrate lo scorso anno risultano destinate ad un’utenza privata per oltre il 57%, il 36,3% è entrato nella disponibilità di altri operatori, mentre un 18,6% risulta ancora da destinare.


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ESPERTI DI SVILUPPO: PARLANO I NUMERI
pubblicato il 04/12/2018


Dicembre, tempo di bilanci e considerazioni, anche per le aziende. Car Server si conferma una realtà fatta di professionisti esperti di sviluppo che hanno saputo raddoppiare il proprio fatturato, la propria flotta e le proprie immatricolazioni con una crescita costante e con una percentuale di rinnovi superiori alla media di mercato.

L'utile di esercizio di Car Server nel 2017 è stato di 13 milioni contro gli 8 milioni dell'anno precedente, un incremento a doppia cifra del 60% che anticipa gli obiettivi al 2020.

Grazie ai risultati raggiunti con largo anticipo, rispetto a quanto previsto dal piano poliennale 2017-2020, nel primo trimestre del 2018 Car Server ha quindi approvato un nuovo piano che prevede per il corrente esercizio un incremento degli investimenti del 40%.

La revisione prevede un fatturato al 2020 di oltre 400 milioni, vale a dire più 30% rispetto alle previsioni.

«La nostra società, in questo contesto economico, ha registrato una crescita del 33% rispetto all'esercizio 2016 - ha dichiarato il Vice Direttore Generale Andrea Compiani - con oltre 12mila nuove immatricolazioni che ci collocano al sesto posto tra i noleggiatori in ltalia.

I contratti di noleggio attivi, con una previsione di aumento del 10% rispetto al precedente esercizio, hanno registrato invece un aumento del 24%, con il conseguente aumento della flotta di veicoli circolanti del 20%».

L'utile operativo 2017 è di 25 milioni e 182 mila euro, contro i 23 milioni e 489 mila euro del 2016, in aumento del 7,2%.

«L'esercizio 2017- ha commentato Compiani - ha evidenziato tassi di crescita della società superiori al piano poliennale previsto e approvato: da una previsione di crescita del 4,7% ci siamo assestati all'11%. In generale in Europa le flotte delle principali società di noleggio a lungo termine nel 2016 sono cresciute intorno all'8%».

Car Server rilancia quindi il Piano 2020, che è stato così approvato dal CdA: dai 32.000 veicoli circolanti al 31 dicembre 2016 a 60.000 in quattro anni, con un incremento intorno al 90%. La strategia 2020 prevede investimenti pari a 1 miliardo di euro per l’acquisto di nuovi veicoli e di 8 milioni di euro in risorse umane.


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QUANDO IL FLEET MANAGER È DONNA
pubblicato il 27/11/2018


C’è un luogo comune largamente diffuso secondo cui le donne preferiscono non occuparsi di motori e simili, nemmeno per lavoro. La radiografia che emerge dallo studio di GR Advisory, società specializzata in analisi di mercato, racconta invece una storia diversa. La ricerca, che ha tracciato i confini del panorama dei fleet manager italiani coinvolgendo 500 aziende con flotte superiori ai 30 veicoli, rivela infatti che nel 42% dei casi analizzati la responsabilità della flotta è proprio nelle mani di una donna, in prevalenza di età compresa tra 35 e 50 anni, che nella struttura gerarchica figura come impiegata (42%) e come quadro (58%), e in nove casi su 10 è in possesso almeno del diploma di scuola media superiore.

Sono oltre 300 le aziende monitorate che hanno accettato di rispondere al web survey, realizzato in forma anonima e articolato in tre aree tematiche d’indagine, e nell’elenco dei partecipanti figurano anche un campione di Pmi e uno di aziende che dei veicoli fanno un utilizzo strumentale, costituendo parchi che fanno parte delle cosiddette flotte operative.

La ricerca evidenzia come il peso del fleet management al femminile sfiori la metà del totale (48%) nelle aziende di maggiori dimensioni, dove l’auto viene assegnata in uso promiscuo affiancando al ruolo di strumento di lavoro quello di benefit aziendale, e svela come le donne, che non hanno forse la stessa passione per l’auto dei colleghi maschi, abbiano invece per contro una visione più ampia e più trasversale, si dimostrino più attente all’innovazione e ai grandi cambiamenti, soprattutto quelli ambientali. Non stupisce quindi che molte aziende preferiscano puntare sull’attitudine al problem solving e sulla praticità con cui le donne affrontano molte situazioni che richiedono il bilanciamento di esigenze contrastanti.

Se da un lato si fa largo la parità di genere, dall’altro permangono ancora sensibili differenze a livello generale. Oltre il 60% delle fleet manager pensa infatti che la visibilità, i riconoscimenti e la retribuzione non siano allineate alle reali responsabilità e al peso del loro ruolo sull’attività aziendale. E la disparità si manifesta anche quando si passa dalla gestione dell’auto aziendale all’utilizzo. Un’altra ricerca condotta su 1.500 vetture assegnate come fringe benefit conferma che il management femminile dispone mediamente di vetture di segmento e cilindrata inferiore rispetto ai colleghi maschi ma si prende la rivincita per quanto riguarda l’ambiente, con consumi inferiori di circa il 4% rispetto ai colleghi maschi.


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